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Giusto guardò l'ora; altrettanto fece l'usciere: poco mancava a mezzodì, l'ora del pranzo dell'ufficiale giudiziario; ma Ippolito non lo disse, perchè se prete Barnaba arrivasse all'ora giusta, direbbe la ragione dei quattro viaggi in meno di due ore.
Ippolito andò in giro per lo studio, ad ammirare le tele incominciate, dichiarando a voce alta che gli sembravano portentose, costringendo l'artista ad arrestarsi a un certo punto per ammirare anche lui l'opera propria.
--Ma sai che sei un grande artista! In verità non lo avrei mai sospettato; noi uomini di legge siamo tanto lontani dall'arte... ti voglio confessare che non ti credevo capace di essere un gran pittore... e sai perchè?... perchè sei mio cugino... Me lo credi?
Altro che! Giusto credeva tutto.
--Qualcuno mi era venuto a dire che tu avevi dell'ingegno...
--E non hai creduto?
--Ho creduto, perchè ingegno ne abbiamo tutti in famiglia; ma quando mi dicevano che stavi creando un'arte nuova, tutta lombarda, un'arte che bisognava guardare da lontano, da un certo punto di vista, che i colleghi ti incoraggiavano imitandoti, anche avendo invidia di te... allora...
--Non credevi?
--Che credere! Domandavo sempre: si è fatto ricco col suo pennello?, mi rispondevano di no.--Ebbene, dicevo, l'arte che non frutta è un'arte inutile... Ma ora, guardando da questo punto... fammi il piacere, mettiti qui tu stesso... e guarda...questa donna che si attacca un serpente alla mammella... è una cosa che fa pena, ma è bella... dillo tu stesso.
--Non è finita, perchè mi manca la modella, disse tranquillamente il gran pittore.
--Ti manca la modella? Ti è morta?
--No, mi manca il denaro per pagarla. Oh! prete Barnaba, scusami tanto, se ti ho fatto venire tante volte inutilmente.
Prete Barnaba entrò in studio con una certa paura delle tele dipinte e in ispecie d'un paravento che poteva nascondere il peccato carnale; entrò quasi in punta di piedi, guardandosi intorno e afferrandosi alla propria sottana per non mettere il piede in fallo. La sua faccia scolorita aveva la barba nera di una settimana almeno, e la piccola chierica era in gran bisogno del rasoio; il solino desiderava da gran tempo il bucato; la veste era tanto sfrittellata da sembrare una frittella sola; e per giunta una scarpa stava perdendo la fibbia.
--Oh! disse, quando ebbe la certezza che il paravento non nascondeva la tentazione del demonio; oh! anche tu qui! spero non sarai venuto a fare il pignoramento al nostro Giusto.
Ippolito sorrise e per entrare nella celia, rispose:
--Nè tu a confessarlo o a raccomandargli l'anima.
Sorrise anche prete Barnaba, e cominciò, come aveva fatto l'altro cugino, ad ammirare le tele; un Cenacolo incominciato gli piacque subito; ma si fermò davanti a Cleopatra e alle donnine del gran quadro dell'orgia; quelle donne mezzo spogliate tennero incerto il suo giudizio un gran pezzo; finalmente si decise ad ammirarle tutte.
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