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--Sciancata? domandò paurosamente Gerolamo.
--È zoppina, corresse il pittore.
--Zoppina, come? Vi sono zoppine di varie qualità; io ne ho conosciuta una che mi piaceva tanto, ma non ho mai potuto averla a tiro...
--La buona ragazza zoppica molto, è nata così; forse è un difetto anatomico; forse uno spostamento del femore trascurato a balia.... ed è rimasta così inferma.... il resto è uno splendore.
Contro quello che Giusto poteva immaginare, la notizia non sembrò affliggere molto Gerolamo, il quale studiando legge all'Università di Pavia, aveva fatto naturalmente profondi studi storici nei romanzi di Dumas padre, ed aveva appreso che la signorina De la Vallière era una zoppina adorabile anche lei ed aveva fatto perdere la testa a un re di Francia, il quale l'aveva poi ritrovata con altre signore della società eletta. Non gli spiacerebbe avere una zoppina per moglie... anche perchè...
Questo ultimo perchè non lo volle dire, non avendo trovato l'incoraggiamento necessario nella faccia di Giusto.
Era dunque cosa intesa. Gerolamo andrebbe a far visita alla bella Nina, e se non zoppicasse proprio troppo, se la piglierebbe in moglie.
Egli diceva me la piglio, come se la cosa dipendesse unicamente da lui.
Giusto acconsentì per quell'istesso giorno alle due, non prima, avendo altre cose da fare.
Per farne una lasciò in tronco le vanterie universitarie di suo cugino e andò a confessarsi a Cristina.
La quale, quando seppe della visita alla povera Nina, e del modo con cui il suo promesso sposo si era comportato, stette a pensare un momento, poi disse: ebbene, sì, vogliamole bene entrambi; è tanto buona.
Alle due Gerolamo fu puntuale.
Giusto, nel vederselo venire incontro allegramente, pensò che egli valesse più di quanto aveva creduto; ma dopo le prime parole riconobbe che poteva essere un imbecille.
Le prime parole furono semplicemente queste:
--Non vedo l'ora di conoscere la sciancata che mi ha innamorato, e parola d'onore, se non è sciancata troppo, me la piglio. Andiamo subito.
Andarono in silenzio, repugnando a Giusto di esprimere il proprio pensiero; non sapendo Gerolamo che altro dire dopo il risultato della prima celia.
Presentato alla notaia, Gerolamo venne introdotto alla presenza della povera Nina. Giusto era stato lungamente incerto se dovesse accompagnarsi al pretendente per fare cuore alla ragazza, o se la presenza sua in quella occasione fosse per riuscire inopportuna--finì coll'andarsene, annunziando al cugino che l'avrebbe aspettato in istudio.
Un'ora dopo Gerolamo tornò raggiante.
Nina gli era piaciuta più di prima; era proprio dal busto in su un vero splendore; nemmeno la zoppaggine gli spiaceva; tutt'altro; fra studenti d'università è ricevuto come verità di fede che far l'amore con le sciancate... è una cosa paradisiaca...
Presentandosi il caso raro di fare l'esperimento, egli non se lo sarebbe lasciato scappare di mano.
Dunque?
Dunque si piglierebbe Nina.
Se la piglierebbe proprio?
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