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Proprio. Anzi aveva già chiesto la mano alla mamma, la quale, da notaia intelligente, aveva solo messo una difficoltà, una sola, la età giovanile dello sposo; ma quando il babbo macellaio non negasse il consenso, la sua ragazza avrebbe potuto prendere in considerazione la proposta, pensarci sul serio, e poi decidere.
E allora?
E allora è cosa fatta; il babbo non dirà di no, e Nina dirà di sì.
--E sei proprio contento?
Sì, Gerolamo era contentone; prima di tutto avrebbe provato una verità della quale la scolaresca va sempre parlando senza darne mai la dimostrazione, e quando avesse fatto l'esperimento, sia che fosse rimasto contento o il contrario, un vantaggio almeno gli rimarrebbe sicuro.
E quale?
Che sua moglie non gli potrebbe correre dietro per tutte le vie di Milano... starebbe volontieri a casa.
Il caro cugino rideva.
Ma Giusto non rise affatto.
--Che hai? mi sembri più accigliato del solito; non parli.
Giusto ebbe voglia di scatenare parole rabbiose come mastini, ma seppe trattenerle e non se ne lasciò scappare nemmeno una.
--Sto pensando alla mia Madonna dei sette dolori.
--Ti annoio cianciando? domandò Gerolamo; e Giusto rispose di sì, che voleva essere lasciato solo, perchè l'ispirazione non piglia legge da nessuno... come Gerolamo sapeva benissimo.
Gerolamo fu schietto anche lui, e confessò che d'arte non sapeva nulla di niente; ma in ogni modo se ne andava, non avendo più bisogno di suo cugino. Nina era a tiro, e toccava a lui allungare la mano per pigliarla....
--A rivederci dunque.
--A rivederci.
Tutto il resto di quel giorno Giusto pensò alla Madonna dei sette dolori, a quella veduta in un'ora sola, ma vi pensò solo per scrupolo di coscienza.
--Bisogna salvarla a ogni costo, disse a voce alta. E la notte sognò che egli era stato impotente contro la cretineria di Gerolamo; il monello di Pavia aveva contentato la sua fregola di conoscere come sia fatto l'amore delle zoppine e la sua Madonnina addolorata aveva otto spade piantate nel seno.
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